LUNA ROSSA è una delle canzoni che meglio identificano un decennio particolarmente felice della canzone napoletana: quello degli anni ’50.

In quel decennio sono state scritte canzoni che hanno fatto il giro del mondo e sono diventate a pieno titolo degli “Evergreen”: ne cito solo alcune, giusto per creare un riferimento con l’argomento di cui stiamo parlando….

“Anema e core”, “’Nu quarto ‘e luna”, “’Na voce ‘na chitarra e ‘o poco ‘e luna”, “Me so ‘mbriacato ‘e sole”, “Accarezzame”, “Tu che m’’e ‘mparato a fa’” e tante tante altre…

Ma vi siete mai chiesti cosa avevano queste canzoni di diverso rispetto alle canzoni napoletane classiche e rispetto a quelle che sarebbero state scritte dagli anni sessanta fino ai giorni nostri?

Con un piccolo sforzo cancellate dalla vostra mente i versi napoletani che avete ascoltato migliaia di volte e concentratevi solo sulla melodia: anche se non siete dei musicisti, con un piccolo aiuto del vostro orecchio musicale, vi accorgerete che quelle musiche, ormai immortali, di “napoletano” hanno molto poco: l’influenza della musica nordamericana e, ancora di più, sudamericana, è più che evidente: il ritmo di beguine, che spesso viene utilizzato in questi brani, non appartiene certo alla nostra tradizione popolare, ma proviene dallo Choro e dal Samba lento di origine brasiliana.

I musicisti dei primi anni ’50 furono prontissimi ad assorbire con entusiasmo questo nuovo modo di scrivere musica (in particolare per quanto riguarda le armonie, molto più articolate e complesse che non nel passato) e diedero sfogo ad una “contaminazione musicale” senza precedenti! Per ritrovare qualche fenomeno che si possa paragonare a quello di cui stiamo parlando dobbiamo aspettate la metà degli anni settanta, con il grandissimo Pino Daniele che riuscirà a “contaminare” in maniera eccezionale blues, rock, e canzone napoletana.

Tornando a “LUNA ROSSA”, da cui siamo partiti all’inizio del nostro discorso, io avevo sempre ascoltato questa canzone da bambino nella famosa interpretazione di Claudio Villa e l’avevo sempre considerata brutta, anzi bruttissima, pure essendo stata una canzone di grande successo.

Un giorno, per divertirmi un po’ con la chitarra, cominciai a suonarla accompagnandomi con un ritmo di bossanova: all’improvviso mi accorsi che chi aveva scritto Luna Rossa doveva essere davvero un genio e di colpo cancellai dalla mente il ricordo di Claudio Villa e cominciai ad immaginare Luna Rossa cantata da Vinicius De Moraes, o da Toquinho, o da Chico Buarque o, perché no, da Caetano Veloso!

Ma era, come spesso mi succede, solo la mia fantasia che correva troppo veloce: ma come potrà mai Luna Rossa essere scovata fra tante canzoni altrettanto belle e ritrovare una nuova giovinezza?

Passarono alcuni anni ed in un Capodanno trasmesso in diretta da Piazza del Plebiscito di Napoli salì sul palco Caetano Veloso con la sua chitarra e mi fece il più grande regalo che potessi desiderare…un ritmo lento di bossanova e Luna Rossa, ancora più bella e struggente di come l’avevo immaginata tante volte: l’emozione di quella esibizione l’ho voluta condividere con tutti coloro che amano la musica napoletana (di qualità) e la voce di Caetano Veloso inserendo nel mio sito il video di questa magica Luna Rossa, video che ho reperito con mille difficoltà (non è quello di Piazza Plebiscito, ma quello dell’omaggio che Caetano Veloso fece a Fellini qualche tempo dopo) e che ho inserito su YouTube , e che finora è stato visto novantamila volte.

Caetano Veloso - Luna Rossa