Verso la fine degli anni ‘70, dopo aver suonato per qualche mese la chitarra nel gruppo di PEPPINO GAGLIARDI, decisi che era arrivato anche per me il momento di prendere la mia laurea in Giurisprudenza e, per non avere “troppe distrazioni”, decisi di continuare a vivere la musica non più come musicista girovago ma come autore di canzoni.

Dopo l’iscrizione alla S.I.A.E., cominciai a scrivere tante canzoni, portandole in giro ad ascoltare, nella speranza che qualche artista più o meno famoso si interessasse alle mie composizioni.

Il primo a cui mi rivolsi fu Peppino di Capri, che aveva da poco creato la sua etichetta discografica (SPLASH), ed a lui i miei brani piacquero molto, al punto da progettare un mio lancio come cantautore.
Iniziammo a fare dei provini, ma poi le mille difficoltà per attuare questo progetto forse troppo ambizioso resero impossibile la realizzazione del mio LP.

Tuttavia, Peppino di Capri si innamorò di uno dei miei brani “NON DIRE MAI” e decise di registrarla nel suo LP SPL 705, pubblicato nel 1973 dopo la vittoria al festival di Sanremo con Un Grande Amore e Niente più.

In quel 33 giri ( purtroppo mai venuto alla luce) c’era un’altra canzone “I FATTI DELLA GENTE”, che sembrava scritta su misura per Ornella Vanoni: la contattai in occasione di un suo spettacolo al Teatro Politeama di Napoli e riuscii a fargliela ascoltare.
Le piacque tanto, al punto di invitarmi a Milano per proporre il brano al suo direttore artistico dell’epoca, ma il brano, con mia grande meraviglia, venne definito “fin troppo adatto alla Vanoni” e bocciato senza nessuna prova d’appello.

Entusiasmi e delusioni si sono alternati in tutta la mia vita artistica: ricordo un’esperienza unica e irripetibile quando fui chiamato dal regista Lucio Beffi a scrivere le musiche di uno spettacolo imperniano sull’opera di Leopardi, al Centro Teatro Dialogo di Portici.

Dovetti musicare in pochi mesi alcune fra le più belle poesie di Leopardi realizzando dei brani inediti che ancora oggi, a distanza di tanti anni , forse sono tra le cose più belle che abbia mai scritto.

Una sera, con mia grande emozione, vidi fra il pubblico un’anziana interessatissima signora: era Pupella Maggio che, dopo lo spettacolo non mi fece mancare le sue lodi: i complimenti di un simile “mostrosacro” del Teatro di gratificarono moltissimo e ancora oggi ripenso a quei momenti col batticuore di quella sera!

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