Erano gli anni ’60 e gli artisti che andavano per la maggiore, almeno in Italia, erano certamente Peppino di Capri, che conobbi più tardi, e i grandi intrattenitori dei “Night club”: Fred Bongusto e Bruno Martino, dal cui repertorio i gruppi dell’epoca (compreso il mio…) attingevano a piene mani!

Io frequentavo il Liceo Classico Jacopo Sannazaro di Napoli e, tra una versione di greco ed una di latino, trovavo sempre il tempo di esercitarmi sulla chitarra per andare poi a suonare il sabato e la domenica con i miei amici in locali dove venivamo persino pagati!

Di quel periodo ho un ricordo indelebile: un locale meraviglioso a Rimini alta che si chiamava LA MECCA, dove il mio gruppo suonò per tutto il mese di agosto alternandosi  (ovviamente come seconda orchestra…) con artisti del calibro di Rocky Roberts.

Fu proprio alla MECCA di Rimini che conobbi Fred Bongusto: facemmo delle serate insieme e dopo alcuni anni ci incontrammo a Napoli, dove gli feci sentire una canzone che avevo scritto insieme a Piero Braggi, chitarrista di Peppino di Capri;
la canzone piacque molto a Fred, tanto da chiamare il grande Giorgio Calabrese  (paroliere di Ornella Vanoni, Mina, Aznavour ecc.) per creare un testo idoneo: nacque così “INEVITABILMENTE POI“.

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